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Mandorle e glicemia: la ricerca

Sommario:

In dieci anni di ricerca si è studiato il ruolo della mandorla, nel contesto di una dieta e di uno stile di vita sani, nel supportare il mantenimento di un tasso glicemico salutare.

La prevalenza del diabete di tipo 2 continua a crescere rapidamente in tutto il mondo. Secondo il rapporto più recente della International Diabetes Federation nel 2019, oltre 463 milioni di adulti nel mondo avevano il diabete, ed entro il 2045 ci si aspetta che questo numero raggiungerà i 700 milioni. Un adulto su due ha il diabete e purtroppo non lo sa. Inoltre, altri 374 milioni di persone, oltre un adulto su 13, ha il prediabete (o ridotta tolleranza al glucosio), che spesso progredisce in diabete di tipo 2.i

La buona notizia è che si può riuscire a gestire il livello di zuccheri nel sangue modificando la dieta e lo stile di vita. Intatti spesso il primo passo e uno dei modi più efficaci per gestire il diabete è passare a un’alimentazione sana. Gli studi suggeriscono che migliorare l’attività fisica, ridurre il peso in eccesso e modificare la propria dieta non solo aiutano a gestire il diabete di tipo 2, ma per le persone ad alto rischio di sviluppare il diabete di tipo 2, questo rischio può essere ridotto.1

In dieci anni di ricerca si è studiato il ruolo della mandorla, nel contesto di una dieta e di uno stile di vita sani, nel supportare il mantenimento di un tasso glicemico salutare. Il profilo nutrizionale delle mandorle, tra cui la presenza di fibre a lenta digestione, proteine vegetali, grassi monoinsaturi buoni, solo 1 grammo di grassi saturi per porzione e assenza di zucchero, le rende una scelta naturale per i ricercatori che studiano vie che supportino il mantenimento di livelli glicemici adeguati.

La ricerca:

Sono stati condotti diversi studi controllati randomizzati finanziati dalla Almond Board of California per esaminare il consumo di mandorle in relazione al controllo della glicemia. Gli studi suggeriscono che la presenza delle mandorle nel contesto di una dieta sana possa giovare a chi soffre di diabete di tipo 2 (T2D) e anche alle persone con prediabete, che sono a rischio di sviluppare il T2D.

Un recente studioii condotto in India ha mostrato che le mandorle hanno un effetto positivo sia sul controllo della glicemia che sui marker della salute cardiaca in adulti con il diabete di tipo 2 (T2D). Cinquanta indiani adulti con T2D e livelli di colesterolo elevati hanno sostituito il 20% delle loro calorie quotidiane con mandorle intere non tostate nel contesto di una dieta ben bilanciata. Non solo hanno notato miglioramenti nell’emoglobina A1c (un indicatore di controllo della glicemia a lungo termine), ma in diversi fattori di rischio cardiovascolare collegati al diabete di tipo 2, tra cui:

  • Misura del girovita: un indicatore di rischio associato a un eccesso di grassi in quest’area corporea
  • Rapporto girovita-altezza: una misura della distribuzione dei grassi corporei
  • Colesterolo totale: una misura della quantità di colesterolo nel sangue
  • Trigliceridi: una forma di grasso ematico che può fare aumentare il rischio di condizioni cardiache
  • Colesterolo LDL: il tipo di colesterolo dannoso che è la causa principale di accumulo di colesterolo e di blocco delle arterie
  • Proteina C-reattiva: un marker per l’infiammazione nel corpo

Uno studio randomizzato2 su 19 adulti negli Stati Uniti (tra cui sette con T2D) ha evidenziato una riduzione del 30% della glicemia postprandiale nei partecipanti con T2D dopo un pasto contenente 28 grammi di mandorle rispetto a un pasto con contenuto simile in calorie, grassi e carboidrati disponibili ma non contenente mandorle. Gli stessi ricercatori hanno analizzato gli effetti a lungo termine delle mandorle sul controllo del glucosio in un piccolo gruppo di 13 adulti con T2D. I partecipanti hanno consumato una porzione al giorno di 28 grammi di mandorle (cinque giorni a settimana per 12 settimane) o uno snack a base di formaggio con lo stesso numero di calorie. Dopo 12 settimane, l’emoglobina A1c negli individui con T2D nel gruppo che ha consumato mandorle si è ridotta del 4% dal basale. La ridotta dimensione del campione è un limite di questo studio. Studi più ampi serviranno a comprendere meglio l’impatto delle mandorle sulla glicemia in persone con T2D.

Un altro studio di 12 settimane3 ha valutato l’impatto del consumo di mandorle (~ 60g/al giorno) in una dieta per la riduzione del colesterolo sul controllo glicemico, sulla lipemia, sulla funzione endoteliale, sullo stress ossidativo e sull’infiammazione a breve e a lungo termine in 33 cinesi adulti (Taiwan) con T2D. I risultati hanno mostrato che tra i pazienti con livelli di glicemia meglio controllati (HbA1c basale ≤8%), la dieta con mandorle ha ridotto la HbA1c del 3% e i livelli glicemici a digiuno del 5,9% rispetto alla dieta controllata, il che suggerisce che l’introduzione delle mandorle in una dieta sana potrebbe aiutare a migliorare ulteriormente il controllo della glicemia in pazienti T2D con HbA1c ≤8%. Il livelli di colesterolo nel siero e i biomarker per l’infiammazione e lo stress ossidativo non hanno subito variazioni nel corso dello studio. Come per lo studio precedente, la dimensione ridotta del campione è un limite, per cui studi più ampi saranno utili a comprendere l’impatto delle mandorle sulla glicemia in persone con T2D.

Gli studi suggeriscono anche che nel contesto di un’alimentazione bilanciata, le mandorle possano giovare a persone con prediabete.

Uno studioiii su 275 adolescenti e giovani adulti (tra 16 e 25 anni in India), con prediabete ha investigato gli effetti del consumo di mandorle su fattori di disfunzione metabolica tra cui la glicemia, lipemia e insulina e una selezione di marker infiammatori. I soggetti nel gruppo delle mandorle hanno consumato 2 porzioni (circa 56 grammi) di mandorle non tostate ogni giorno per tre mesi. Rispetto al gruppo di controllo (snack salato con contenuto calorico equivalente), nei soggetti che hanno consumato mandorle si sono riscontrati:  

  • Livelli di HbA1c ridotti, una misura del controllo della glicemia a lungo termine
  • Riduzione del colesterolo totale e del colesterolo LDL dannoso, mentre i livelli di colesterolo HDL buono si sono mantenuti costanti

Un altro studio ha investigato le risposte glicemiche postprandiali in 14 adulti con prediabete. Nei soggetti che consumavano 43 grammi di mandorle a colazione (580 calorie) si sono riscontrate risposte glicemiche migliori non solo subito dopo colazione, ma anche dopo un secondo pasto. Il gruppo di controllo ha consumato una colazione di controllo di 347 calorie che differiva in apporto energetico ma forniva la stessa quantità di carboidrati disponibili.4

Fai clic qui per sapere di più sull’introduzione di mandorle nella tua dieta per gestire il diabete e mantenere un peso salutare.

Nutrienti salutari contenuti nelle mandorle

Consumare snack ha un ruolo cruciale nella tua dieta se hai il diabete, perché aiuta a gestire i livelli glicemici e a colmare carenze di nutrienti. Una semplice porzione di mandorle (circa 28 grammi) fornisce un potente contributo nutrizionale:

  • 6 grammi di proteine vegetali
  • 4 grammi di fibre che inducono sazietà
  • 13 grammi di grassi insaturi buoni (con solo 1 grammo di grassi saturi)
  • Inoltre, vitamina E (7,3 mg), magnesio (76 mg) e potassio (210 mg)

Le mandorle sono estremamente versatili e possono essere consumate in vari modi (burro di mandorle, tritate e altro ancora), e sono uno snack intelligente per chi ha il diabete di tipo 2 e ha bisogno di controllare la propria glicemia nel contesto di un’alimentazione sana.

Maggiori informazioni sulla nostra ampia ricerca sulle mandorle

Per oltre venti anni, la Almond Board of California ha investito in solida ricerca scientifica per comprendere meglio la composizione nutrizionale e i benefici delle mandorle sulla salute. Il contributo in continua espansione di ricerca nutrizionale sulle mandorle comprende finora quasi 200 pubblicazioni scientifiche, in aree che comprendono la salute cardiaca, la gestione del peso, il diabete, la composizione nutrizionale, la qualità dietetica e, più di recente, la salute della pelle.

Le ultime scoperte scientifiche

Per leggere e sapere di più riguardo le scoperte scientifiche più recenti fai clic qui.

Ispirazioni per ricette

Lo snack è parte della routine quotidiana della maggior parte delle persone ed è particolarmente cruciale per chi ha il diabete di tipo 2 per supportare una glicemia salutare e per una buona nutrizione. Le ricette seguenti sono semplici e facili da preparare e forniscono proteine e hanno un contenuto elevato di fibre per fornire l’energia di cui hai bisogno per una vita attiva.

Recipe Inspiration
Parmesan and Parsley Roasted Almonds

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Peri-Peri Almonds

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Kerri's Winning Trail Mix

1. Haw JS et al. Long-term Sustainability of Diabetes Prevention Approaches: A Systematic Review and Meta-analysis of Randomized Clinical Trials. JAMA Intern Med. Published online November 6, 2017. 

2. Cohen A, et al. Almond ingestion at mealtime reduces postprandial glycemia and chronic ingestion reduces hemoglobin A1c in individuals with wellcontrolled type 2 diabetes mellitus. Metabolism. 2011;60(9), 1312-1317.

3. Chen CM, Liu JF, Li SC, Huang CL, Hsirh AT, Weng SF, Chang ML, Li HT, Mohn E, Chen CO. Almonds ameliorate glycemic control in Chinese patients with better controlled type 2 diabetes: a randomized, crossover, controlled feeding trial. Nutr Metab (Lond). 2017 Aug 2;14:51. doi: 10.1186/s12986-017-0205-3. PMID: 28785295; PMCID: PMC5541642.

4. Mori A, et al. Acute and second-meal effects of almond form in impaired glucose tolerant adults: a randomized crossover trial. Nutrition & Metabolism. 2011;8(1):6.

i. International Diabetes Federation. IDF Diabetes Atlas, 9th edition. 2019. https://www.diabetesatlas.org/en. Accessed July 14, 2021.

ii. Gulati S, Misra A, Pandey RM. Effect of almond supplementation on glycemia and cardiovascular risk factors in Asian Indians in North India with type 2 diabetes mellitus: A 24-week study. Journal of Metabolic Syndrome and Related Disorders.2017:15(2):98-105.doi: 10.1089/met.2016.0066.

iii.  Madan J, Desai S, Moitra P, Salis S, Agashe S, Battalwar R, Mehta A, Kamble R, Kalita S, Phatak AG, Udipi SA, Vaidya RA and Vaidya AB (2021) Effect of Almond Consumption on Metabolic Risk Factors—Glucose Metabolism, Hyperinsulinemia, Selected Markers of Inflammation: A Randomized Controlled Trial in Adolescents and Young Adults. Front. Nutr. 8:668622. doi: 10.3389/fnut.2021.66862.