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Mandorle alleate della salute dell’intestino e della funzionalità del microbiota intestinale: i risultati dello studio Whelan

7/11/2022

Cosa c'è da sapere sulla salute dell'intestino e sulle mandorle.

Uno studio del King's College di Londra1 ha cercato di determinare l'impatto delle mandorle intere e delle mandorle macinate (farina di mandorle) sulla composizione del microbiota intestinale, sulla sua diversità e sul tempo di transito intestinale.

Guidato dal professor Kevin Whelan, lo studio ha rilevato che il consumo di mandorle aumenta significativamente la presenza nel colon di butirrato, un tipo di acido grasso a catena corta (SCFA) benefico. Il butirrato, prodotto dai microbi dell'intestino quando digeriscono le fibre, è la fonte primaria di carburante per i colonociti, le cellule che rivestono il colon, e può svolgere un ruolo in diversi processi legati alla salute umana, tra cui il miglioramento della qualità del sonno e la lotta all'infiammazione, ed è stato associato a un minor rischio di cancro al colon2,3. Lo studio ha anche rilevato che il consumo di mandorle aumenta significativamente la produzione di feci che, se regolare, è indice di un sistema gastrointestinale ben funzionante.

Qual è l’impatto delle mandorle sulla salute dell'intestino?

Tutto quello che c'è da sapere su questo nuovo studio:

Partecipanti allo studio:
Lo studio comprendeva volontari adulti sani (75 femmine, 12 maschi) di età media pari a 27,5 anni, che facevano spuntini regolarmente e che consumavano una tipica dieta con un contenuto di fibre inferiore a quello comunemente consigliato.

Lo studio:
I partecipanti sono stati assegnati in modo casuale a un gruppo, ciascuno dei quali comprendeva 29 partecipanti; il gruppo uno ha ricevuto 56 g/giorno di mandorle intere, il gruppo due 56 g/giorno di mandorle macinate (farina di mandorle), mentre il gruppo di controllo ha mangiato muffin parimenti energetici come snack (due al giorno). Ai partecipanti è stato chiesto di consumare gli snack previsti nello studio invece di quelli usuali due volte al giorno per 4 settimane. Insieme ad ogni snack consumato è stato chiesto loro di bere almeno 100 ml di acqua.

Risultati dello studio:
Nei partecipanti che hanno consumato mandorle, lo studio ha rilevato aumenti significativi del butirrato e della frequenza di defecazione. Le mandorle sono state ben tollerate e non hanno generato sintomi gastrointestinali. Questo dato sembra confermare che il consumo di mandorle può essere una via priva di effetti avversi per incrementare la quantità di fibre assunte, ed è indice di alterazioni positive alla funzionalità del microbiota.

Uno sguardo al futuro delle mandorle e della ricerca sulla salute dell'intestino

Alla luce dei promettenti risultati, sono in corso ulteriori ricerche per esaminare l'impatto delle mandorle sulla salute dell'intestino e per contribuire a migliorare le conoscenze in materia.

Fornire all'intestino i giusti nutrienti

La ricerca stabilisce una chiara correlazione tra i numerosi nutrienti contenuti nelle mandorle e il loro potenziale ruolo nel migliorare e mantenere la salute dell'intestino. Una porzione (30 g) di mandorle fornisce 4 g di fibre e 15 nutrienti essenziali, tra cui: 81 mg (20%DV) di magnesio, 220 mg (4%DV) di potassio e 7,7 mg (50%DV) di vitamina E, che le rendono uno spuntino ricco di nutrienti.

Lo studio in sintesi:

Lo studio

  • I ricercatori hanno valutato l'effetto prebiotico delle mandorle e il potenziale impatto che la loro lavorazione potrebbe avere su tale effetto in uno studio controllato randomizzato in parallelo a 3 bracci, real life, della durata di 4 settimane.
  • Sono stati arruolati 86 adulti sani, che hanno consumato 56 g/giorno di mandorle intere, 56 g/giorno di mandorle macinate o un muffin isocalorico come controllo.
  • Le misure al basale e a livello di endpoint includevano la composizione e la diversità del microbiota intestinale, gli acidi grassi a catena corta, i composti organici volatili (VOC), il tempo di transito intestinale, la produzione di feci e i sintomi intestinali (n=87). In un sottogruppo (n=31) si è anche valutato l'impatto della forma della mandorla, macinata o intera, sulla distribuzione granulometrica (PSD) e sul rilascio lipidico previsto.

Risultati

  • I ricercatori non hanno osservato differenze significative nell'abbondanza di bifidobatteri fecali a seguito del consumo di una forma di mandorla o di uno spuntino di controllo. Nei partecipanti che hanno consumato mandorle come snack (sia macinate sia intere) è stato osservato un livello di butirrato superiore (24,1 µmol/g; SD 15,0 µmol/g) rispetto al gruppo di controllo (18,2 µmol/g, SD 9,1 µmol/g; p=0,046).
  • Non è invece stato rilevato alcun effetto delle mandorle sul microbiota intestinale a livello di phylum o diversità, tempo di transito intestinale, consistenza delle feci o sintomi intestinali. Tre VOC sono aumentati a seguito del consumo di mandorle rispetto a quello dei muffin di controllo, ma questo cambiamento non è risultato statisticamente significativo.
  • Le mandorle macinate hanno determinato una PSD significativamente inferiore e un rilascio lipidico più alto del previsto (10,4%, DS 1,8%) rispetto alle mandorle intere (9,3%, DS 2,0%; p=0,017).
  • Nel sottogruppo che ha partecipato allo studio sulla masticazione, l'analisi della PSD ha confermato un'interazione significativa tra mandorle intere e distribuzione granulometrica. Tuttavia, le mandorle macinate commercialmente non differivano significativamente a livello di bioaccessibilità dei nutrienti rispetto alle mandorle intere.
  • I test post-hoc hanno confermato che nei partecipanti che avevano consumato mandorle intere gli intake di acidi grassi monoinsaturi, fibre totali, potassio e altri nutrienti erano superiori rispetto ai partecipanti di controllo. Allo stesso modo, in coloro che avevano mangiato mandorle macinate, gli apporti di acidi grassi monoinsaturi, fibre totali e altri micronutrienti sono risultati superiori.

Conclusioni

  • Nei partecipanti che hanno consumato mandorle sono state osservate minime ma significative differenze nella frequenza di defecazione e aumenti significativi del butirrato nel colon. I ricercatori segnalano che questi risultati suggeriscono alterazioni positive della funzionalità del microbiota intestinale. L'impatto del consumo di mandorle sul metabolismo batterico può quindi potenzialmente influenzare la salute umana.
  • Questi risultati sembrano quindi confermare come le mandorle possano essere utili per adulti di età più avanzata e soggetti affetti da costipazione, visto che si sa che queste popolazioni presentano livelli inferiori di bifidobatteri rispetto agli adulti sani, giovani e ai soggetti che non soffrono di costipazione.

1 Creedon, A. C., Dimidi, E., Hung, E. S., Rossi, M., Probert, C., Grassby, T., Miguens-Blanco, J., Marchesi, J. R., Scott, S. M., Berry, S. E., & Whelan, K. (2022). The impact of almonds and almond processing on gastrointestinal physiology, luminal microbiology and gastrointestinal symptoms: a randomized controlled trial and mastication study. American Journal of Clinical Nutrition, nqac265. https://doi.org/10.1093/ajcn/nqac265

 

Koh, A., De Vadder, F., Kovatcheva-Datchary, P., & Backhed, F. (2016). From dietary fiber to host physiology: short-chain fatty acids as key bacterial metabolites. Cell, 165(6), 1332-1345. doi: 10.1016/j.cell.2016.05.0413

 

Szentirmai, E., Millican, N. S., Massie, A. R., & Kapas, L. (2019). Butyrate, a metabolite of intestinal bacteria, enhances sleep. Scientific Reports, 9:7035, 1-9. https://www.nature.com/articles/s41598-019-43502-1